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Durmast: la solitudine e la sua geometria

Nuovo disco per Davide Donati, nuovo disco per Durmast che ci regala l’ascolto di questo “Alone” dove titolo è portavoce di un modo di pensare non solo al suono ma anche alla sua forma geometrica. Interessante infatti anche il riscontro grafico del disco che sfrutta queste geometrie che ricordano molto la retro-wave anni ’80, ricordano le prime avanguardie elettroniche che copiavamo dalle “americhe”. Composizioni strumentali che sembrano matrici e frattali, dipinti astratti in cui Durmast vuole raffigurare un viaggio introspettivo di solitudine per la solitudine, una ricerca di se… ed il suono non mente: gli anni ’80 dunque sono davvero i protagonisti. E il richiamo a certe belle tinte di Jean-Michel Jarre non credo siano poi tanto fuori luogo.

La solitudine. L’inizio di un viaggio introspettivo… qualcosa che funziona se si hanno gli strumenti per farlo oppure qualcosa che funziona sempre secondo te?
Funziona sempre solamente se si sta bene con se stessi, perché non deve essere una mancanza di alternative anche perché baso molto la mia vita sulle relazioni sociali, ma ogni tanto desidero stare da solo per "parlarmi" ed incanalare tutto sulla musica.

Io resterei ancora su questo concetto: anche perché non una volta in traduci anche risvolti “esoterici”… trovare se stessi ha poco a che fare con la matematica o sbaglio?
Matematica e filosofia vanno a braccetto e credo che come in ogni cosa non si debba dare una netta distinzione, per esempio io non sono mai stato bravo in matematica, e in realtà non mi è mai piaciuta, ma ho sempre adorato Escher e tutte le sue creazioni geometriche-ipnotiche.
Mi piace l'armonia che riesce a creare con la matematica portando a chi guarda una sua opera in un'altra dimensione, ecco vorrei raggiungere lo stesso effetto con i miei brani.

E questo disco poi di matematica ne ha tanta dentro… vero?
Tantissima e ci si accorge ascoltandolo ma anche guardando le grafiche.

A partire dalla geometria delle grafiche… che tipo di arte è questa? Siamo nella new wave anni ’80 o sbaglio?
Non sbagli, forse siamo anche sulla più attuale Synthwave come grafiche.
Il tutto è stato pensato da OVOV che ha creato tutta la parte grafica mettendo in immagine la sua interpretazione alla musica, e affidando a lui la cosa ero sicuro che avrebbe colto il concept.

Ecco: ascoltando anche i suoni, che rapporto hai col passato di questo genere di musica?
Amo la musica in genere, di quel periodo ascolto molta musica ma tendo a spostarmi sugli anni '90 che mi appartengono di più sia come gusti che come retaggio.

A chiusa: alla fine del viaggio, “Alone” è stato salvifico o ti ha lasciato dentro un altro viaggio ancora?
Credo che non si finisca mai di scoprire imparare e viaggiare, quindi penso che  sia un viaggio che ho terminato e sono pronto ad intraprendere altre esperienze e situazioni.

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