Alberto Conti e il labirinto di "Bazar": quando la fine di un amore diventa viaggio sonoro
Dopo averci accompagnato tra i sentieri introspettivi di "Oleandri", il suo album d'esordio, Alberto Conti torna a accendere i riflettori sulla complessità dell’animo umano con il nuovo singolo "Bazar". Musicista di solida formazione (recente il suo diploma in chitarra jazz al Conservatorio di Parma), Conti si conferma una delle voci più interessanti del nuovo panorama cantautorale per la sua capacità di tradurre la fragilità in architetture sonore sofisticate ma accessibili.
In "Bazar", l'artista esplora il caos emotivo che segue la fine di una relazione, trasformando il disordine dei pensieri in un’esperienza immersiva dove il confine tra realtà e immaginazione si fa sottile. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per capire come nasce questa nuova esigenza creativa e per lasciarci guidare nel suo personale "mercato" di emozioni e ricordi.
Ciao Alberto, benvenuto. Prima di tutto, dopo il viaggio introspettivo del tuo album d'esordio "Oleandri", cos’è per te la musica oggi?
Ciao, grazie per l’invito. La musica, per me, è un punto di riferimento, poiché credo che riesca a riflettere ogni sentimento che provo e mi suscita sempre emozioni.
"Bazar" arriva come un nuovo capitolo del tuo percorso: come è nato tecnicamente e creativamente questo singolo?
Bazar nasce dalla volontà di fare un brano un po’ diverso dagli altri, forse meno diretto nel significato. Infatti in questo brano ho voluto raffigurare un po’ la testa di una persona quando viene sommersa da pensieri, voci, emozioni e quindi il risultato finale vuole essere un mix di parole, frasi, apparentemente distanti tra loro ma collegate dal significato del brano.
In questo brano sembri esplorare nuove sfumature del tuo sound: quale messaggio o sensazione vuoi trasmettere prioritariamente a chi si imbatte in questo tuo "Bazar" musicale?
Vorrei che chi ascolta questo brano si lasci trasportare dalla musica e dal testo, senza stare a soffermarsi frase per frase, appunto perché credo che in questa canzone sia importante il pensiero e il viaggio che ti può portare a fare.
Spesso le tue canzoni parlano di relazioni e distanze: a chi dedichi idealmente questo singolo?
Io questo brano lo immagino come una conseguenza di una rottura, infatti l’idea è quella che nella confusione dovuta ai sentimenti contrastanti che si possono provare dopo che un relazione finisce, si arrivi a pensare che questa storia non sia neanche esistita veramente ma sia stata frutto dell’immaginazione.
Grazie mille per la tua disponibilità, Alberto. Vuoi aggiungere qualcosa per chiudere questa intervista o lasciare un invito ai nostri lettori?
Grazie a voi, vorrei invitare i lettori ad ascoltare la versione “Live acoustic” di Bazar che è disponibile su YouTube, poiché è una versione più intima e strumentale rispetto a quella originale.
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