Come Charlot di Alce: il valore di ricominciare tra stupore e vulnerabilità


Con “Come Charlot”, Alce firma un brano che celebra l’arte del ricominciare, trasformando la fragilità in movimento e la caduta in possibilità. Ispirato alla figura universale del vagabondo chapliniano, il singolo si muove tra leggerezza e profondità, raccontando quel momento sospeso in cui il desiderio di andare avanti incontra l’incertezza della strada da percorrere. È una canzone che parla di stupore, di curiosità, di oro nascosto nelle pieghe inattese della quotidianità.

La scrittura di Alce è essenziale e autentica: poche immagini, scelte con cura, capaci di restituire l’esperienza umana del dubbio e della speranza. In “Come Charlot” la gentilezza e la vulnerabilità diventano veri e propri strumenti espressivi, necessari per restare aperti al mondo e alle sue sorprese, anche quando i buoni propositi sembrano non bastare.

In questa intervista per Il Riflettore, Alce racconta il significato dei nuovi inizi, il valore dello stupore nei primi secondi di un ascolto e quel sentirsi “nudi e veri” che emerge quando le scarpe vorrebbero andare avanti ma la strada resta incerta. Un dialogo intimo che accompagna l’ascoltatore dentro il cuore di un brano che invita a non smettere mai di sorprendersi.

Il brano parla di ricominciare sempre: qual è stato l’ultimo tuo “nuovo inizio”?
Ogni volta che crei qualcosa è sempre un nuovo inizio, così non ti annoi mai. Questo vale per la musica, per l’arte ma in generale per ogni attività che richieda un po’ di ingegno.

Quale sensazione vorresti che l’ascoltatore provasse nei primi dieci secondi della canzone?
Lo stupore, quello fa sempre piacere, ascoltare un nuovo brano di un autore che ammiri, è come aprire un regalo.

Qual è la parte del testo in cui ti senti più nudo e vero?
Forse è il secondo ritornello dove canta: le mie scarpe dicono di si, ma la strada non so.
Diciamo che spesso abbiamo dei buoni propositi, ma a volte non bastano, qualcuno o qualcosa si mettono contro e tu devi superare quelle resistenze, quei muri. 

Ti capita ancora di trovare oro nei posti meno prevedibili?
L’oro metaforico è quando dici: interessante quella persona, quel posto, quel lavoro, ecc. L’interesse arriva come una sorpresa, allora c’è da chiedersi: quanto siamo disponibili e riusciamo a farci sorprendere? 

Che ruolo hanno oggi gentilezza e vulnerabilità nella tua musica?
Penso che siano gli ingredienti principali, senza la gentilezza sei irascibile ed intrattabile, senza la vulnerabilità sei bloccato nel tuo mondo, senza apertura.