Valentina Indelicato: quando il “niente” diventa voce, corpo ed emozione


Con
“Niente”, Valentina Indelicato aggiunge un nuovo tassello a un percorso artistico sempre più consapevole e coerente. Il singolo nasce attorno a una parola apparentemente semplice, spesso usata per schermare ciò che non si riesce a dire, ma che qui diventa spazio di ascolto, materia emotiva, presenza concreta. “Niente” è il silenzio che pesa, il vuoto che attraversa il corpo prima ancora che il pensiero, il non detto che continua a farsi sentire.

Attraverso immagini delicate e contrasti sottili, il brano scava nella dimensione più intima dell’esperienza emotiva, mettendo in luce come anche ciò che sembra minimo possa racchiudere un universo di senso. Valentina sceglie una scrittura essenziale, capace di dare forma a una fragilità lucida e consapevole, invitando a non rimuovere quel “niente”, ma a lasciarlo emergere, consumarsi, trasformarsi in qualcosa di più vero e trasparente.

In questa intervista per Il Riflettore, l’artista racconta “Niente” come una tappa importante del proprio cammino creativo: un passaggio di maggiore introspezione, in continuità con i brani precedenti ma arricchito da nuove sfumature. Tra influenze dichiarate, formazione classica e il lavoro di costruzione del progetto con TRP Vibes, Valentina Indelicato apre uno sguardo sincero sul suo presente musicale e sulle direzioni future di una ricerca che mette al centro l’autenticità e la connessione emotiva con chi ascolta.

Dopo “Aria”, “Cani e serpenti” e “Bluette”: in che modo “Niente” rappresenta una nuova tappa della tua identità artistica?
“Niente” per me è una nuova tappa di introspezione e sincerità, un passo più profondo. 
Qui ho voluto scavare dentro, portando in primo piano la mia sensibilità: è una piccola evoluzione della mia personale ricerca artistica e musicale, in cui la mia voce e le mie emozioni hanno trovato una nuova intensità. È un momento in cui sento di sperimentare con sempre più consapevolezza chi sono e chi mi piacerebbe essere dal punto di vista musicale e artistico, portando avanti il filo di ciò che ho sempre voluto raccontare, ma con nuove sfumature. 

Arisa, Cristicchi e Molinari ti hanno ispirata: quale traccia di queste influenze ritrovi oggi nella tua musica?
Questi sono tre nomi del panorama italiano che ho sempre preso come esempio. 
Di Arisa ho sempre ammirato molto la capacità di far parlare le emozioni attraverso la voce, una voce limpida, inconfondibile e sincera; di Cristicchi amo la delicatezza dei suoi testi, che arrivano al cuore con una potenza disarmante; di Molinari amo l’attenzione ai dettagli sonori e la raffinatezza stilistica. 
Sono questi alcuni degli elementi che aspiro a toccare nella mia ricerca musicale. 

C’è un elemento del tuo background classico che senti di aver portato dentro questo brano?
Penso che la mia formazione classica abbia lasciato una traccia sottile nel mio modo di fare musica, qualcosa di pervasivo che si percepisce nel modo in cui vivo le melodie e le emozioni. 

Come stai costruendo il tuo progetto musicale con TRP Vibes?
Con TRP Vibes sto lavorando a un percorso che è al tempo stesso artistico e personale. Non si tratta solo di produrre canzoni, ma di costruire una narrazione coerente della mia musica e del mio mondo interiore. È un lavoro di squadra dove ogni dettaglio, dalla scrittura al suono, contribuisce a costruire un progetto coerente e autentico, fatto per crescere e per connettersi con chi ascolta.

Dove senti che ti sta portando questo percorso?
Questo percorso mi sta portando verso una maggiore consapevolezza di me stessa, in campo musicale ma anche personale. Sto imparando a esplorare le mie emozioni, a tradurle in musica e a creare un legame più diretto e autentico con chi ascolta. Sento che mi conduce verso una libertà espressiva sempre più piena, dove ogni brano diventa un passo avanti nella mia crescita e un modo per comunicare con sincerità la mia visione e il mio mondo interiore.