I Morcheeba tornano in Italia con un appuntamento ad Este

I Morcheeba saranno di ritorno in Italia quest’estate con un appuntamento al Castello Carrarese di Este (PD) mercoledì 6 luglio, nell’ambito della rassegna EstEstate. I biglietti per lo show saranno disponibili a partire dalle 16 di oggi sui circuiti Ticketone e Vivaticket.

Nel marzo 2020, Skye e Ross si avvicinavano alla conclusione di un altro lungo tour, e la loro agenda si è improvvisamente svuotata. Una volta parcheggiato il tourbus hanno iniziato a scrivere Blackest Blue, il loro decimo album in studio, e nel dicembre 2020 avevano completato 10 stupende nuove canzoni che parlano della disintegrazione di rapporti di famiglia e relazioni sentimentali, amore e legami di parentela, il mondo là fuori e la consolazione offerta dalla cannabis.
 
In tour, i Morcheeba si compongono di Skye (voce), Ross (chitarra), Dom Pipkin (tastiere), il marito di Skye Steven Gordon (basso) e il loro figlio maggiore Jaega Mckenna-Gordon (batteria). In studio, invece, sono solo Skye e Ross: lui suona chitarre, lap steel, basso, tastiere e percussioni. Skye ha iniziato a suonare il violoncello durante il lockdown, appena aveva un minuto da dedicare a sé stessa. «È uno strumento che ho sempre desiderato imparare a suonare», sostiene l’artista. Ross l’ha incoraggiata a suonarlo in uno dei pezzi dell’album, Falling Skies.
 
Inizialmente Ross aveva trovato il lockdown a dir poco idilliaco. Componeva con la sua chitarra acustica, scambiando idee tra il suo studio di registrazione casalingo e quello di Skye. Trascorreva del tempo con moglie e figli, leggendo libri su foreste, piante psichedeliche e fisica quantistica. «Ho avuto più tempo per suonare la chitarra», dice con una nota di felicità. «Questo mi ha rimesso in contatto con sensazioni che non avevo più provato da quand’ero un adolescente. Quando ho iniziato a suonare da bambino, si trattava per me di un’attività da svolgere in solitudine, una sorta di meditazione che mi faceva trascendere dai momenti brutti che attraversavo.»
 
Il duo si è lasciato trasportare, scrivendo e suonando tutto quello che gli veniva in mente. «Avevo scritto una poesia sulle mie immersioni in Thailandia», racconta Skye in merito al singolo Sounds of Blue. «Oh Oh Yeah è una canzone sull’essere sballati. Ai vecchi tempi non pensavamo ai singoli, o alla necessità di sentire il ritornello entro 30 secondi. Avevamo pezzi da sette o otto minuti, e abbiamo ripreso a scriverli.»
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