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Cassandra Raffaele: l’anarchia romantica di una canzone

Nuovo singolo, nuova voce per una rinnovata Cassandra Raffaele che torna in scena con un brano dal titolo emblematico come “La mia anarchia ama te”. Si rinnova la collaborazione con L’Amor Mio Non Muore e questo mood antico di un’America anni ’70, questa sospensione elettrica che ci piace sottolineare a corredo di un brano assai personale e liberatorio, canzone di emancipazione in qualche misura… La pandemia contamina sempre di più anche e soprattutto la produzione discografica che viene ricondotta ai singoli liquidi e digitali, ritardandone l’uscita dei video, facendo in modo che tutto scorra quasi senza un freno e un pennarello ad evidenziare. Anarchia per noi significa anche questo… e nel brano della Raffaele, tante le derive interpretative, ma di certo il gusto femminile per la sottilissima delicatezza delle piccole cose.

Chi è Cassandra Raffaele o meglio chi sta diventando? Te lo chiedo vista le tante metamorfosi di dettagli importanti che ha la tua musica… oggi sei nel pieno degli anni ’70 e ’80 se non sbaglio…
Sono tutto quello che ho vissuto musicalmente finora. Dagli ascolti dei vinili sparsi per casa dei miei genitori, alle sale prove, il via vai dei musicisti che suonavano con mio padre, gli strumenti sotto al naso, la batteria Ludwig di mio padre, i suoni delle chitarre “ignoranti” di George Harrison ascoltate a mo di ninna nanna. Tutti elementi che forse oggi stanno ritornando prepotentemente attraverso i miei ricordi e mi hanno spinto a trovare un aria di casa a L’ Amor mio di Forlì. Sto diventando forse sempre più  “vintage” come approccio e mood emotivo alla vita. Anche se devo dire che anche "Chagal" (il mio album precedente) aveva richiami del passato. Ma in questo momento la nostalgia musicale ha preso il sopravvento e mi accarezza inducendomi a sbirciare il passato, perché forse , il presente non mi procura entusiasmo.

Nuovo singolo, produzione analogico presso gli studio de L’amor mio non muore… ovviamente tutto torna. Perché i suoni analogici? Cosa cercavi? 
Come ti dicevo, cercavo un rifugio, un luogo a me “famigliare” e per me famiglia è quando c’è musica attorno.

Un brano che dal titolo in qualche modo mi riporta al momento che stiamo vivendo. Parli di rivoluzione ma anche di resilienza… in qualche modo l’attualità entra dentro la canzone?
Si, parte dal nostro presente. Se vogliamo proteggere i nostri progetti in questo preciso momento storico, dobbiamo amarli di un amore “anarchico” che non si arrende e si ribella ad un sistema che tende al contrario, ad anestetizzare le emozioni della gente.
E in questo senso, la musica oggi dovrebbe avere un ruolo determinante.  La gente ha bisogno di emozionarsi , di arrabbiarsi di piangere, gridare, di reagire ed esprimere idee anche contrarie. Ma ci vuole coraggio. Io non ne che ne abbia più di tanto, ma cerco di praticarlo attraverso la musica.

E parlando del singolo precedente, sottolineiamo il grande successo di streaming e di condivisioni. Meriti a parte, che oggi purtroppo sono spesso messi in secondo piano. Altri motivi? Come te lo spieghi?
Il risultato di "Sarà Successo" è sicuramente il frutto di un lavoro di squadra. Ho formato il mio gruppo di creativi che ha lavorato con me, per cercare di fare arrivare questa canzone alla gente in tutti i modi possibili. Non mi sono limitata ai sistemi convenzionali. Non sono che un piccolo pesce, anzi no, plancton sparso per il mare delle piattaforme musicali, ma lo considero come un social network musicale, dove esibire e condividere la mia musica.
È anche il risultato di una semina che parte dagli anni passati. Ho creato dei legami con la gente che mi ha conosciuto non su Spotify, dove sono presente da molto tempo prima che divenisse quello che è oggi. La gente mi ha incontrato ai live, ascoltato in dirette radio, in rassegne dove potevi anche comprare i dischi. Dopo 5 anni dall’uscita di "Chagall", molte cose sono comunque cambiate, per non parlare delle restrizioni causa covid. Per cui ora, si è un po’ tutto concentrato in rete. Ne facciamo tutti un uso maggiore. Ma lo streaming non sarà l’unico modo per quel che mi riguarda per condividere musica. Adoro i supporti fisici e anche per queste canzoni, non vorrò farne a meno.

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