Relief, intervista sul nuovo singolo "Eh No!"


L'ironia può essere uno strumento efficace per affrontare temi importanti senza perdere leggerezza. Con "Eh No!", i Relief firmano un brano pop-funk che invita a riflettere sulla responsabilità individuale e sulla tendenza, sempre più diffusa, ad attribuire ad altri le cause delle proprie difficoltà. In questa intervista ci raccontano la nascita del singolo, il significato del titolo e il valore dell'ascolto in un'epoca sempre più polarizzata.

Viviamo in un'epoca in cui è facile trovare un responsabile per ogni problema. Quanto questa sensazione ha influenzato la scrittura del brano?
È stata probabilmente la scintilla iniziale. Ci siamo resi conto che, nelle relazioni come nel dibattito pubblico, è sempre più facile cercare un colpevole che fermarsi a capire cosa è successo davvero. Eh No! nasce da questa osservazione, ma senza voler puntare il dito contro qualcuno: il meccanismo riguarda tutti noi.

Pensate che oggi ci sia meno disponibilità ad ascoltare punti di vista diversi?
A volte sì. Viviamo in un contesto in cui le discussioni sembrano trasformarsi rapidamente in schieramenti. Ci piacerebbe recuperare un po' di curiosità verso il punto di vista dell'altro, anche quando non coincide con il nostro. Non significa rinunciare alle proprie idee, ma essere disposti a metterle alla prova.

Perché avete scelto proprio il titolo "Eh No!"?
Perché è una delle espressioni più istintive che usiamo quando ci sentiamo chiamati in causa. È breve, immediata e racconta perfettamente quella reazione quasi automatica con cui, a volte, respingiamo qualsiasi responsabilità prima ancora di ascoltare.

Le sonorità funk aggiungono leggerezza a un tema importante. Era un contrasto cercato fin dall'inizio?
Sì. Ci piaceva l'idea che la musica avesse un'energia coinvolgente mentre il testo invitasse a riflettere. Pensiamo che una canzone possa affrontare temi importanti senza rinunciare al piacere dell'ascolto. Anzi, spesso il contrasto rende il messaggio ancora più efficace.

Quanto spazio lasciate all'improvvisazione durante la composizione dei vostri brani?
Per quanto riguarda la scrittura, partiamo quasi sempre da un brano già composto da uno di noi. Il lavoro della band consiste nel rifinirlo, costruirne gli arrangiamenti e trasformarlo in qualcosa che abbia il suono dei Relief. L'improvvisazione trova invece molto più spazio dal vivo, dove ci piace lasciare respirare i brani e creare momenti diversi a ogni concerto.

Se doveste descrivere "Eh No!" con una sola parola, quale scegliereste e perché?
Specchio.
Perché speriamo che chi l'ascolta, almeno per un momento, smetta di pensare a qualcun altro e inizi a chiedersi se alcune dinamiche raccontate nella canzone riguardino anche lui.