Tra l’istinto e la ragione: cronaca di un equilibrio che non arriva mai
Tra l’istinto e la ragione nasce da una dichiarazione di intenti chiara: l’equilibrio non è un punto d’arrivo, ma una tensione costante. Fil costruisce un album che rifiuta la pacificazione e sceglie di abitare il conflitto come forma espressiva. L’istinto e la ragione non si alternano: coesistono, si disturbano, si sabotano a vicenda.
Nel suo insieme, Tra l’istinto e la ragione è un album che rifiuta la soluzione e sceglie la complessità. Fil costruisce un racconto coerente proprio nella sua instabilità, restituendo un ritratto onesto delle contraddizioni emotive contemporanee.
“Tra l’istinto e la ragione” mette al centro il concetto di libertà emotiva: quanto è stato importante per te sperimentare anche a livello musicale nell’album?
Mi è piaciuto creare una sequenza di brani fatti di alti e bassi, cambiando generi musicali e tematiche, cercando di non avere i dare troppi punti di riferimento
Passare da un genere all’altro è stato un gesto istintivo o una scelta consapevole?
Abbastanza istintivo inizialmente, approfondito un po' più consapevolmente nel durante.
C’è stato un momento in cui hai dovuto frenare l’istinto per dare coerenza al disco?
Credo di no, è stato un susseguirsi di eventi che ha portato al disco.
Il singolo è stato un punto di partenza o di arrivo per la sperimentazione?
È un passaggio, un nuovo punto di partenza.
Pensi che questo album apra a nuove contaminazioni future?
Tutto è possibile.
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