Alessandro Angelelli: la nostra intervista al poeta e attore


In occasione dell’uscita della silloge poetica “Metallo Pesante”, oggi abbiamo il piacere di conoscere  il poeta e attore Alessandro Angelelli.

L'autore nasce a Terni nel 1968. Dopo alcuni anni, passati nella regione natale e nelle Marche (regione della quale è profondamente innamorato), il padre, Guglielmo, viene trasferito per lavoro in Lombardia, dove Alessandro risiede, con la propria famiglia, nella città di Monza. 
Nel 1993 si laurea in Economia aziendale. Nello stesso anno comincia a frequentare il Teatro della Contraddizione di Milano e, da allora, diventerà una presenza fissa nelle sue opere teatrali. In seguito, entra nella compagnia Icdun Teatro.
Più recentemente comincia a scrivere racconti e poesie che diventano il nuovo canale di veicolazione delle proprie energie creative.

Ciao Alessandro. È stata recentemente pubblicata da L'Erudita la silloge poetica “Metallo Pesante”. Cosa ci può dire in merito al libro?
Rispondo con un commento che mi ha mandato una lettrice proprio oggi: “Ogni poesia è un viaggio talmente bello che, alla fine, sento il bisogno di rileggerla per riviverlo ancora”. Non è l’unico commento positivo che ho letto, anzi, ma questo è quello che mi ha colpito di più. Credo che “Metallo Pesante” sia un bel libro e per me, vedere che arriva al cuore delle persone, è bellissimo.

Quanto è stato difficile portare a termine il libro? 
Sono un poeta abbastanza prolifico, quindi la principale difficoltà è stata di dover scegliere, rivedere, riscrivere qualcosa che già amavo molto perché parte di me. Una ulteriore complessità è stata poi quella di trovare un editore che credesse in me e nel mio progetto. In questo mi ha aiutato molto la mia agente letteraria, Michela Tanfoglio, una bravissima professionista nonché una stupenda persona che continua ad assistermi in questo mio muovere i primi passi in un mondo complesso, quello dell’editoria, che non conoscevo fino a pochi mesi fa.

Quale poeta del passato o del presente, è stato per te fonte di ammirazione e ispirazione?
Non saprei individuarne uno in particolare, ce ne sono diversi e molto differenti tra loro. Vorrei citarti in primis la poesia che amo di più e che consiglio a tutti di leggere: “Congedo del viaggiatore cerimonioso” di Giorgio Caproni; più in generale partirei da Bukowsky e Pessoa, senza voler fare torto ad Alda Merini, Prevert, Rimbaud e tanti altri ancora. 

Sappiamo che fai parte della compagnia Icdun Teatro. Come ti sei avvicinato al mondo della recitazione? 
È un viaggio cominciato per caso tanti anni fa, quando un amico carissimo mi portò quasi a forza a fare un incontro al Teatro della Contraddizione per un corso di teatro. Io andai più per amicizia che per vera voglia di fare teatro. Lui dopo pochi mesi lasciò il TDC e io ci sono rimasto per oltre 20 anni. Dopo tanti anni passati in quello splendido luogo di cultura e ricerca, ho poi cominciato una nuova avventura con la compagnia Icdun Teatro, assieme agli attori Eugenio Vaccaro e Daniela Franco, portando in scena nuovi progetti e disegnandone di nuovi. Tra questi, in autunno vorremo rappresentare una drammaturgia da me scritta: “Heimat” che, tra l’altro contiene alcune delle poesie presenti in “Metallo Pesante” mentre a breve, a fine maggio, rappresenteremo il nostro spettacolo storico “Alegher  - che fatica essere uomini” al Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno.

Qualche anticipazione per i tuoi prossimi impegni?
Adesso il mio impegno principale è quello di fare in modo che Metallo Pesante sia conosciuto e, spero, apprezzato da più lettori possibili. Per questa ragione sto organizzando una serie di presentazioni in diverse città. La prima sarà presso la libreria, l’8 aprile a Il Libraccio di Monza, poi a Milano, probabilmente proprio al Teatro della Contradizione e di seguito a Cesano Maderno, Padova e presto anche a Torino e Roma .



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