Aldo Losito: "La vera ispirazione nasce quando impariamo ad ascoltare il silenzio"

Tra musica, emozioni e ricerca personale, Aldo Losito presenta Canti alla Luna, il nuovo singolo che accompagnerà il Premio omonimo e che racchiude una riflessione sul bisogno di ritrovare autenticità in un tempo dominato dalla velocità.


C'è un verso di "Canti alla Luna" che senti particolarmente vicino al momento che stai vivendo?

In questo periodo mi risuona dentro quasi come un mantra una riga ben precisa: «Come sei brava con la fantasia costruisci mondi in miniatura, tutti i pensieri me li mandi via, i pezzi neri del mio cuore diventano blu». È una frase che racchiude tutta la fragilità e la bellezza del momento che sto attraversando. Trovo che ci sia un potere salvifico straordinario nell'immaginazione e nella capacità di alleggerire il peso della vita; quel passaggio dal 'nero' al 'blu' rappresenta esattamente la trasformazione interiore che cerco di vivere ogni giorno, quella catarsi che solo l'affetto profondo e l'arte riescono a regalare alle nostre zone d'ombra.

Il silenzio è uno dei temi centrali del brano. Quanto è importante, per un autore, fermarsi ad ascoltare prima di scrivere?

Oggi viviamo immersi in un rumore di fondo costante, ma sono convinto che il silenzio sia in assoluto la più grande forma di musica che esista. Per un autore, la capacità di fermarsi ad ascoltare non è soltanto una scelta stilistica, è una vera e propria necessità vitale. Non si può scrivere qualcosa di autentico se si continua a parlare sopra il mondo. Il silenzio è lo spazio cavo in cui le intuizioni risuonano, il terreno fertile dove i pensieri si sedimentano prima di diventare parole e note. Se non ti fai attraversare dal silenzio, finisci per scrivere solo rumore.

La tua musica è sempre stata caratterizzata da una forte componente narrativa. Da dove nasce questa esigenza di raccontare più che descrivere?

Sai, le canzoni sono un po' come i fiori: nascono da sole, spuntano nei momenti più inaspettati e seguono una loro natura selvaggia. Non mi è mai interessato semplicemente "descrivere" una scena o fare una fotografia esterna della realtà; ho sempre sentito il bisogno viscerale di raccontarla, di scavarci dentro. Raccontare significa restituire vita agli eventi, intrecciare le mie emozioni con le storie delle persone che incontro. Quando una canzone germoglia, porta con sé un microcosmo di vissuti, sfumature e sentimenti che non chiedono di essere definiti, ma solo di essere narrati per quello che sono.

Il Premio Canti alla Luna vuole valorizzare il cantautorato. Cosa significa oggi fare davvero musica d'autore?

Credo che la vera musica d'autore stia diventando sempre più simile alla pittura artigianale o alla grande arte classica: qualcosa di non necessariamente destinato a tutti, ma proprio per questo dotato di un valore inestimabile. Fare cantautorato oggi non è più soltanto un mestiere o una professione, è diventata una vera e propria missione. Significa decidere scientemente di rallentare, di rifiutare la logica del consumo rapido e dell'ipocrisia commerciale per offrire ascolti profondi, sinceri e senza filtri a chi ha ancora la pazienza e il desiderio di ascoltare davvero.

Nel tuo percorso hai condiviso il palco con artisti molto importanti. Quale insegnamento porti ancora con te da quelle esperienze?

A essere del tutto sincero, sul piano puramente umano l'insegnamento più grande è stato... nessuno. Molto spesso, conoscere da vicino i grandi nomi della musica si rivela un'esperienza deludente, perché rischi di scontrarti con ego e sovrastrutture che poco hanno a che fare con la poesia. È proprio per questo che quello che sta accadendo qui al Premio Canti alla Luna ha dell'incredibile: sta succedendo qualcosa di profondamente magico, ogni incontro sta diventando una vera esperienza spirituale. Forse perché in questo contesto si respira un'aria rara fatta di pura libertà ed empatia reciproca, un ambiente unico in cui ogni artista si sente finalmente a proprio agio, libero da sovrastrutture e sinceramente compreso.

Dopo questa estate, su cosa si concentrerà il tuo lavoro artistico?

Il motore non si ferma mai. Ho già il nuovo disco praticamente pronto, un lavoro a cui tengo tantissimo e che non vedo l'ora di far uscire. Oltre a questo, la mia attenzione sarà tutta dedicata allo studio di registrazione, dove sto mettendo in cantiere diversi progetti collaterali e nuove produzioni. Sarà un autunno di grande fermento creativo e di tanta ricerca sonora.