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Salinitro: tra le pieghe di “Accanto a te”

Ep d’esordio, liquido e digitale come oggi accade sempre quando si parla di nuova musica… sfogliamo le pagine del primo lavoro di Emanuele Salinitro, in arte Salinitro che ci regala quest’opera dal titolo “Accanto a te” da cui, quasi didascalicamente, si tira fuori il primo estratto titolato “Mi fido di te”. Parliamo di vicinanza umana, parliamo di un mutuo rapportarsi, parliamo di quel sentire come del sentirsi… accanto appunto, persino dentro questo suono ben disegnato dal Fabrizio Grenghi e dalla Massive Art Studio di Milano che sigla con cura questo lavoro, industriale e perfetto dal punto di vista estetico, delicato e fragile dal punto di vista umano.

“Accanto a te” è un titolo forte oggi. Oggi che tra l’altro spesso ci viene vietato. Non trovi?
Giuro che non è stato fatto apposta. “Accanto a te” ha molti riferimenti: in ogni canzone è presente un dialogo tra me e un interlocutore non definito, con il quale condivido pensieri ed esperienze. Questa condivisione non implica accordo, non per forza la pensiamo allo stesso modo. Eppure, siamo vicini, a volte anche fisicamente. La condivisione è il tema centrale dell’EP ed essa si instaura anche tra me e chi ascolta le mie canzoni, perché in fondo proviamo tutti gli stessi sentimenti: amore, rabbia, delusione, sconforto… siamo “pezzi dello stesso cuore”, a prescindere dai fatti di vita personali. Soprattutto oggi, in piena pandemia, ci siamo resi conto di quanto siamo simili.

E sempre parlando del disco, quanto è figlio di questo tempo?
Tantissimo. La lunga fase di ricerca e sperimentazione aveva come obiettivo principale l’equilibrio fra testi, melodie e sonorità attuali. In questa fase mi sono messo in gioco parecchio e sono contento di averlo fatto perché ho scoperto di avere potenzialità che non credevo di avere e ho capito che anch’io avevo qualcosa da dire, a modo mio. Il mio produttore ha il merito di aver incanalato la mia espressione artistica in un genere attuale e, devo dire, interessante.

Nel video ufficiale di “Mi fido di te” ci parli della relazione tra la fiducia ed il corpo in movimento?
L’intreccio tra note e passi, tra parole e gestualità, illustra questa relazione. Fiducia è complementarità, in questo caso tra forme d’arte diverse. Ogni parte è essenziale e indispensabile all’altro, esattamente come avviene nei rapporti umani. Fiducia è anche sincerità, è guardarsi negli occhi, è espressione di sé e condivisione.

 
 Elettronica di oggi: quanto ha determinato il tuo suono e la tua veste artistica? 
Come dicevo prima, le soluzioni sonore che oggi potete ascoltare nei miei brani sono frutto di lavoro e ricerca insieme a tutto il team di produzione. Il pop elettronico a cui siamo approdati si sposa bene sia con le intenzioni dei miei testi, sia con la mia voce. Ciò nonostante, si intravedono rimandi ad altri generi come il rap o il pop anni ‘90 e il tutto sfocia in un suono ricco di sfumature non perfettamente adattabile a una precisa categoria. L’idea di uscire un po’ fuori dagli schemi fa già parte della mia personalità. 

 E in acustico? Ci hai mai pensato? 
Io e il mio team stiamo organizzando degli incontri live in acustico, visto che non posso promuovere il disco dal vivo. Stiamo cercando di capire la modalità migliore (diretta facebook, instagram, youtube…). In ogni caso, mi piace un sacco cantare in acustico. In passato ho fatto tante serate dal vivo in acustico nei locali della mia città. Anche qui, sono pronto a rivisitare in chiave acustica i miei brani e a farmi sorprendere dalla magia che ne deriva.
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